Il caso

Derby vietato, stop ai tifosi vicentini; ma gli ultras preparano la gita a Verona

Non c’è stato verso di cambiare una decisione presa da tempo Attesa per oggi l’ufficialità da parte del Gos
I poliziotti in assetto antisommossa vigilano al Bentegodi
I poliziotti in assetto antisommossa vigilano al Bentegodi
I poliziotti in assetto antisommossa vigilano al Bentegodi
I poliziotti in assetto antisommossa vigilano al Bentegodi

Niente derby per i tifosi del Vicenza. Il Gos, l'organo che gestisce l'ordine pubblico e la sicurezza all'interno degli stadi italiani durante le partite di calcio, metterà il sigillo su quanto era già stato deciso in pratica nei giorni scorsi. Ovvero al divieto ad assistere a Verona-Vicenza esteso ai residenti nelle province di Vicenza e Padova.

Ieri, fino a tarda sera, c’è stata una riunione alla quale ha partecipato pure il sindaco Damiano Tommasi per scongiurare il provvedimento. Niente da fare. La partita di domenica al Bentegodi sarà intensa in campo ma non sugli spalti. Mancherà quello che rende davvero speciale la sfida fra biancorossi e gialloblù: lo spettacolo sugli spalti. Due tifoserie divise da sempre ma in fondo unite nel gridare da sempre che il vero derby del Veneto è quello tra l’Hellas e il Lane.

Una sfida intrisa di appartenenza, rivalità, goliardia, orgoglio che rende l’incontro diverso da tutti gli altri.

Era nell’aria

La decisione era già attesa e data quasi per scontata dopo le valutazioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno, che si era riunito martedì e dal quale in serata era trapelato l’orientamento ad impedire la partecipazione dei tifosi vicentini alla partita, con l’obiettivo di prevenire il rischio di disordini vista la rivalità fra le due tifoserie oppure quello di fatto di vietare in questo modo anche il ritorno al Menti.

A fronte di un provvedimento giunto meno di quattro giorni prima del fischio d’inizio della partita, non ci sono i tempi tecnici per consentire agli avvocati che rappresentano le associazioni dei tifosi di formulare e presentare un ricorso, che poi dovrebbe essere discusso al Tar di Veneto. Diverso era stato per esempio il caso dell’anno scorso, quando la trasferta dei berici a Brescia era stata bloccata dalla Prefettura lombarda ancora una settimana prima della partita, concedendo così ai rappresentanti dei tifosi il tempo minimo utile per presentare (e vincere) il ricorso.

Tessera del tifoso

Viene da chiedersi cosa serva allora avere la tessera del tifoso. È un po’ come avere il Telepass e non poter accedere all’autostrada.

Tra l’altro il Bentegodi per merito delle forze dell’ordine passa per essere uno degli impianti più sicuri.

E sui social si è già scatenato il tam-tam. «Siamo tutti schedati, forse non riescono a isolare i violenti», racconta Marco, mentre Dino la posta così: «Ormai vogliono gli stadi vuoti a beneficio delle tv a pagamento». Una decisione che scontenta entrambe le tifoserie. Non sono bastati gli appelli dei sindaci di Verona (Tommasi) e Vicenza (Possamai) per cercare di far cambiare idea su un provvedimento preso a monte.

E da Vicenza c’è già chi ha scritto, sempre on line, che si recherà a Verona per vedere... i musei. Una sorta di... gita turistica che comunque non permetterà di aggirare il divieto di presentarsi al Bentegodi. Un po’ come l’iniziativa già sperimentata dai tifosi della Lazio, presenti nel centro di Bologna ad agosto nonostante fosse stata loro interdetta la trasferta.

Gianluca Tavellin