Il caso

Lazise, vietata la musica contro la morale. E scoppia la polemica: «Allucinante, cancellate quella regola»

Discussione in Consiglio sull’articolo del testo sulle attività rumorose che prevede controlli sui brani diffusi. Il sindaco: «È una vecchia norma»
Una manifestazione con musica dal vivo (Pecora)
Una manifestazione con musica dal vivo (Pecora)
Una manifestazione con musica dal vivo (Pecora)
Una manifestazione con musica dal vivo (Pecora)

«È vietata la riproduzione di musiche o frasi che possano offendere la morale o il sentimento religioso, ledere la Costituzione, turbare l’ordine pubblico e la sicurezza». La disposizione contenuta nel regolamento del Comune di Lazise per la disciplina delle attività rumorose è diventata terreno di scontro nell’ultimo Consiglio comunale, che ha approvato la modifica di alcune sue parti.

 

 

 

Questa, però, non è stata ritoccata: era già presente nella versione dell’aprile 2013 approvata dall’allora amministrazione Franceschini (di cui l’attuale sindaco Damiano Bergamini faceva parte). A sollevare la questione è stata l’ex assessora alle manifestazioni Elena Buio, passata in minoranza dopo essere stata sfiduciata. «Ho chiesto di abrogare questa parte perché è allucinante», spiega, «stando a quanto scritto, già la musica del cantautorato italiano andrebbe vietata: penso a Bocca di Rosa di De André, ma anche a molte canzoni di Vasco Rossi o Lucio Dalla. Si parla poi di sentimento religioso: quale? È tutto opinabile e alla mia richiesta su come saranno organizzati i controlli non è stata data risposta, anche se sottovoce qualcuno mi ha detto che non li faranno. La cosa grave», insiste Buio, «non è farli o meno, ma che ci sia questo tipo di divieto».

Petizione online

Convinzione che l’ha portata a promuovere una petizione online sulla piattaforma Change.org, in cui si ricorda che «in Italia godiamo del diritto alla libertà di espressione (art. 21 della Costituzione) e di satira. Il regolamento non specifica cosa si intenda per offendere queste sensibilità, lasciando un ampio margine di discrezionalità che può limitare ingiustamente l’espressione artistica e culturale». In sei giorni la petizione ha ottenuto 57 firme verificate. «Al momento l’ho girata solo agli amici, l’idea è lanciarla sui social per spingerla un po’ di più e sollecitare la modifica», aggiunge Buio.

Il sindaco: «È una vecchia norma»

Sul punto il sindaco preferisce non esprimersi, focalizzando l’attenzione sui motivi che hanno portato a rivedere parte del regolamento. «È un testo complesso che disciplina non solo le attività musicali, ma tutte quelle rumorose comprese quelle edili», premette. «Siamo partiti dalle richieste di cittadini e attività ricettive che lamentavano rumori molesti da parte di alcune attività di somministrazione di cibi e bevande che fanno musica anche dal vivo. Abbiamo così razionalizzato la frequenza degli eventi dal vivo o ad alto volume, semplificato il regolamento per chi vuole fare musica e modificato la procedura da seguire per informare il Comune, chiedendo che la documentazione venga presentata 20 giorni prima in modo da avere contezza di cosa accade sul territorio, anche per non avere sovrapposizioni di eventi e quindi di potenziale disturbo».

Bagarre in Consiglio

Regolamento bocciato anche dagli altri consiglieri di minoranza. Per Filippo Costa, capogruppo di Generazione Futura, «in diversi punti c’è una discrezionalità amministrativa troppo alta rispetto a quella che deve essere la gestione della materia, con una disparità di trattamento tra manifestazioni del Comune e private».

Marco Zanoni (Lazise Civica) ha contestato che il limite al volume non venga misurato in decibel, ma chiedendo di fornire in via preventiva le caratteristiche di potenza (in watt) degli impianti di amplificazione. Spiega con una similitudine: «È come dire che su una strada con il limite dei 50 km orari non può passare una Ferrari perché arriva ai 300». «Vero che l’emissione sonora si misura in decibel», replica Bergamini, «ma l’uso del fonometro rende complicati i controlli. Il tecnico che ci ha aiutato a redigere il regolamento ha consigliato di limitare i watt degli impianti per renderli più immediati. Abbiamo incontrato la decina di attività che fanno musica dal vivo, hanno condiviso le modifiche».

Katia Ferraro